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Due diversi terreni, sette uve, diversi colpi di pennello e due comuni distinti tra Desenzano e Pozzolengo. Iniziamo da Pozzolengo, situato in cima al colle dell’Irta (anch’esso teatro di battaglia dell’indipendenza italiana); lì alleviamo le nostre 4 uve rosse: Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese. Qui il terreno è prettamente morenico di terra bianca ed omogeneo, ideale per esaltare l’aromaticità e la tipicità delle uve. Il Groppello, esprime la tipicità e l’autenticità del territorio, il Marzemino gli dona il suo colore vivo e brillante, il Barbera freschezza e struttura mentre il Sangiovese corpo e aroma. Qui i colpi di pennello del pittore sono rappresentati dalla scelta, in funzione dell’annata più calda o più fresca, del corretto momento vendemmiale per ciascuna delle quattro uve. In seguito, la loro vinificazione e il blend successivo in funzione del progetto enologico che si vuole raggiungere.

A Desenzano invece alleviamo 3 uve su diversi terreni: il Turbiana, il Tuchi e il Pinot Nero. Il Turbiana è la maggiore espressione della nostra produzione mentre le altre due sono un dolce ricordo delle generazioni passate. Il Pinot Nero, che utilizzaimo nella spumantistica, fu impiantato da papà Ugo nel 2003. Sono solo pochi filari nella parte alta della nostra collina proprio sotto la torre di San Martino. In un’altra posizione, ma sempre su un terreno simile sulla parte alta della collina, troviamo le vecchie viti di San Martino con l’uva Tuchì: anno d’impianto 1985 per mano del nonno Francesco. Sono le nostre viti più vecchie e le uniche allevate a Sylvoz per un’estensione di circa 6000 metri quadrati.

Il primo vigneto di Turbiana, invece, fu piantato da nonno Francesco nel 1986. Quest’uva rappresenta la quasi totalità della produzione e si sviluppa su diversi livelli dello stesso terreno morenico. Più in alto con caratteristiche di leggerezza e possibilità di scaldarsi prima a inizio primavera. Caratteristica che stimola la vite a svegliarsi dopo il torpore invernale con una quindicina di giorni d’anticipo rispetto a quello più basso. Più giù il suolo è caratterizzato da strati profondi di argilla con un terreno più freddo e pesante.

Il primo terreno ci regalerà vini più profumati e con un minor corpo, il secondo il contrario. Tra questi due estremi troviamo microzone distinte che non passano inosservate all’occhio esperto del vignaiolo che le alleva, e qui iniziano i veri colpi di pennello. Attraverso la profonda conoscenza dei nostri vigneti, ne sfruttiamo con rispetto le potenzialità e la possibilità di diversificare la produzione.Tutto nasce dall’allevamento del vigneto giorno dopo giorno. Rappresenta la nostra fabbrica verde a cielo aperto; il passaggio in cantina è il luogo di trasformazione.

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