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Come nasce lo spumante?

Per far sì che delle piccole spumeggianti bollicine si sposino col vino abbiamo due metodologie molto diverse: il Metodo Classico (o Champenoise) e il metodo Martinotti (o Charmat). Entrambi si basano sullo stesso concetto: si crea un vino base che viene fatto fermentare una seconda volta durante la quale si fondono bollicine e vino.

Il metodo Martinotti (Charmat)

Il vino base viene fatto fermentare la seconda volta (rifermentazione) in autoclave a pressione e temperatura controllata. Monitorando e correggendo questi due parametri fisici nel giro di pochi mesi si ottiene ciò che per il metodo classico chiede anni. Con questo metodo otteniamo spumanti tendenzialmente più semplici rispetto al metro di classico, con sentori primari più freschi e meno legati all’evoluzione alla complessità e all’eleganza che richiede il metodo classico.

Il Metodo Classico (Champenoise)

In questo caso, ottenuto il vino base, la seconda fermentazione avviene nelle singole bottiglie, riposte poi a riposare per anni in enormi cataste. Una volta posto il vino in bottiglia per la rifermentazione, da qui uscirà solo per essere versato in un calice in tutta la sua perfezione. Questo è l’elemento di fascino per chi lo produce: la ricerca della perfezione. Una volta messo in bottiglia non lo si può più correggere, bisogna essere perfetti prima e coccolarlo e accompagnarlo al meglio poi. Il metodo classico da questo punto di vista è la grande sfida: non ci si possono permettere errori.

Citari ha voluto accettare la sfida del metodo classico con un prodotto complementare espresso solo nelle annate migliori: Nero.G e Lugana in purezza. Il primo frutto di un incontro tra due uve rosse vinificate in bianco, il secondo Turbiana addomesticata per almeno 36 mesi.

 

Riassumendo i passaggi del Metodo Classico:

  1. Creazione del vino base.
  2. Creazione della Liqueur de Tirage.
  3. Imbottigliamento del vino base con l’aggiunta della Liqueur de Tirage. In questa fase le bottiglie sono chiuse con un tappo “corona” e poste sdraiate a riposare per gli anni successivi.
  4. Rifermentazione: la liqueur de tirage inizia la sua magia: i lieviti mangiano lo zucchero producendo alcool e anidride carbonica. Le bollicine rimarranno poi imprigionate nella bottiglia.
  5. Affinamento: la lunga attesa di svariati mesi o addirittura anni in cui il vino sviluppa la sua evoluzione legandosi in modo intimo e indissolubile alle bollicine.
  6. Degorgiamento: i lieviti hanno svolto il loro compito e si sono depositati sulla parete della bottiglia sdraiata. Ogni bottiglia viene posta sempre più inclinata sulle Pupitre e ruotata una o due volte al giorno facendo lentamente scivolare i lieviti nel collo. Al termine del procedimento la bottiglia avrà raggiunto la posizione verticale e i residui saranno solo a ridosso del tappo.
    Sarà possibile ottenere l’espulsione della frazione indesiderata.
  7. Liqueur d’Expedition:ogni bottiglia viene rabboccata della quantità di vino persa durante il degorgiamento.
  8. Confezionamento con il caratteristico tappo a fungo e gabbietta.

 

Guarda i nostri reel dedicati alle Bollicine: